Ventunesima edizione 

Per l’edizione 2026 del Carnevale sassarese, il Teatro S’Arza propone
Spettacolo di animazione teatrale itinerante “C’era una volta un pezzo di legno”
da realizzarsi in occasione del Martedì Grasso. L’attività di progetto prevede il suo momento clou, come da tradizione, nella mattinata del Martedì Grasso (17 febbraio 2026) in Piazza d’Italia, con lo spettacolo itinerante di animazione teatrale dalle ore 10:45 alle ore 13:00, coinvolgendo il pubblico in un percorso dinamico, partecipato e festoso.


Collaborazione con l’Associazione VIP Sassari – Clownterapia
All’interno della ventunesima edizione di Carnevale in Allegria, è prevista la partecipazione dell’Associazione VIP Sassari – Viviamo In Positivo, realtà attiva sul territorio nel campo della clownterapia e del volontariato sociale. I volontari dell’associazione cureranno
interventi di animazione clownesca, giochi relazionali e azioni di intrattenimento dedicate ai bambini e alle famiglie, integrandosi armonicamente con lo spettacolo teatrale e contribuendo a creare un clima di accoglienza, allegria e condivisione. Accanto alle animazioni, VIP Sassari realizzerà anche attività informative e di sensibilizzazione, volte a far conoscere al pubblico presente i propri progetti, le attività di clownterapia svolte nei contesti di cura e sociali, e i valori del volontariato, della solidarietà e dell’attenzione alla persona.


La trama dello spettacolo “C’era una volta un pezzo di legno
Spettacolo di animazione teatrale
“C’era una volta un pezzo di legno” è concepito come un percorso educativo e formativo
rivolto ai bambini e alle famiglie, che utilizza il linguaggio del teatro di strada per favorire l’apprendimento attraverso il gioco, l’emozione e la partecipazione diretta.
La storia prende avvio dalla nascita di un personaggio incompiuto, simbolo dell’infanzia come fase di crescita e di costruzione dell’identità. Il “pezzo di legno” rappresenta il bambino nel suo processo di sviluppo: curioso, impulsivo, in ricerca costante di autonomia, ma ancora bisognoso di accompagnamento educativo. Il racconto mette in scena le tappe fondamentali dell’apprendimento, mostrando come la crescita non avvenga in modo lineare, ma attraverso tentativi, errori, regressioni e nuove consapevolezze. La figura del padre è presentata come adulto educante, non autoritario ma responsabile, che offre regole chiare, affetto e continuità, elementi indispensabili per lo sviluppo emotivo e sociale del bambino. Le regole non sono imposte come limite alla libertà, ma come strumenti di orientamento che permettono al minore di muoversi in sicurezza nel mondo e di riconoscere l’altro. Il Grillo “Coscienza” assume il ruolo di guida interiore e di stimolo al pensiero critico, favorendo nei bambini la capacità di riflettere sulle proprie azioni e sulle loro conseguenze. La Fata Turchina incarna invece la dimensione educativa della cura, dell’ascolto e della fiducia, sottolineando l’importanza del diritto all’errore come parte integrante del processo di apprendimento. I personaggi del Gatto e della Volpe rappresentano le distrazioni, le scorciatoie e i modelli diseducativi che il bambino incontra nel suo percorso di crescita. Attraverso il loro comportamento, lo spettacolo invita a riconoscere il valore dell’impegno, della gradualità e della responsabilità personale rispetto ai risultati. L’intero percorso narrativo è strutturato per stimolare competenze trasversali fondamentali nell’età evolutiva:
autonomia, rispetto delle regole condivise, empatia, capacità di scelta, cooperazione e senso di appartenenza alla comunità . Il coinvolgimento diretto del pubblico trasforma lo spazio della piazza in un contesto educativo informale, accessibile e inclusivo. Pur mantenendo un tono leggero e festoso, lo spettacolo si configura come uno strumento di educazione civica e relazionale, capace di parlare ai bambini e, al tempo stesso, di offrire agli adulti spunti di riflessione sul ruolo educativo della famiglia, della scuola, delle istituzioni e della comunità nel loro insieme.