Cicatrici

Il momento che stiamo attraversando, spinge a riflessioni profonde sui livelli di guardia che ha raggiunto l’uomo nel rapporto col pianeta che lo ospita, e coi suoi simili.

“Cicatrici” è uno spettacolo che parla delle origini del male traendo spunto dal racconto originario sull’uccisione di Abele da parte di Caino.

Tre personaggi in scena, legati fra loro da legami di sangue , raccontano indipendentemente l’uno dall’altro, le vicissitudini della loro vita, il male o il bene che alberga in loro si manifesta nelle azoni che compiono, nei modi che hanno di vivere l’esistenza, la sopravvivenza, le relazioni sociali. A tratti i loro racconti s’intersecano diventando momenti di vita condivisi.

“Il male è inevitavile è una sorta di condanna che porterà ineluttabilmente all’autodistruzione o esiste una possibilità di scelta?

“Cicatrici ” racconta le ferite della vita che non si possono rimarginare, racconta il dolore e l’umiliazione, racconta lo sforzo sovrumano dell’uomo a sopravvivere ai suoi errori e all’orrore delle conseguenze, un tentativo di far prevalere nelle scelte l’amore e avviare un processo di speranza per le generazioni future.

Lo spettacolo “Cicatrici” trae i tre personaggi protagonisti dal romanzo di Steinbeck “La valle dell’Eden” estrapolandoli dal contesto, e proiettandoli in uno spazio fra il reale e l’onirico, dove la cornice è ancora una volta il villaggio globale.

Produzione: Teatro S’Arza
Regia: Romano Foddai
Collaborazione drammaturgica: Renata Molinari
Con: Maria Paola Dessì, Francesco Petretto, Stefano Petretto
Genere: Prosa
Tecnica: Teatro d’attore
Durata: ıh e 35 minuti
Light designer e audio: Emilio Foddai
Scenografia: Emilio Foddai